La Boschina di Crenna
Percorso botanico
Il gruppo di lavoro del progetto Boschina ha individuato un percorso botanico all'interno di questa area verde a due passi da Gallarate.

Il percorso ha inizio sul Viale dei Tigli, nei pressi della sede del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci". Si sale sulla destra verso Crenna seguendo strade urbane verso la località Boschina per proseguire poi su strade sterrate. Ventiquattro specie botaniche interessanti sono state individuate sul territorio ed evidenziate sulla mappa...
#06 Rovo
Rubus caesius L.
Bramble
È un arbusto alto 30-80 cm, dai rami giovani a sezione circolare, ricoperti di una pruina bluastra con spine lunghe 2-5 mm. Questi rami hanno diverse caratteristiche: possono essere glabri o poco pelosi, di colore verde, rosa o rossi sul lato rivolto al sole.
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Le foglie, composte, presentano una lamina con 3-5 foglioline sessili; sono alterne con picciolo lungo 3-5 cm, spinoso e ingrossato alla base. Hanno una forma ovata, lunghe fino a 7 cm e larghe 4,5 cm, acuminate a base arrotondata. La pagina superiore è di colore verde opaco mentre la pagina inferiore è più chiara. Il margine si presenta seghettato.
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I fiori ermafroditi sono disposti all’estremità dei rami e le infiorescenze sono inserite all’ascella delle foglie. I petali sono bianchi e glabri, gli stami sono molteplici e distanziati; i fiori sono numerosi e raccolti sull’asse fiorale allungato. I fiori del rovo sono visitati da diversi insetti che ne raccolgono l’abbondante nettare ed il polline.
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I frutti, le more selvatiche, sono rivestiti da una patina bluastra e contengono un succo nerastro non molto saporito, ma ricco di vitamine A e C. I frutti sono spesso dispersi e trasportati da uccelli. Secondo la tradizione popolare le more non andrebbero mangiate dopo il giorno di San Michele (29 settembre), poiché in tale data "il demonio ci avrebbe sputato sopra". È una leggenda fondata, come spesso accade, su un dato reale; infatti a fine settembre i frutti sono molli e insipidi.
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Il rovo ha un areale di diffusione che comprende località tra loro distanti: Portogallo settentrionale, Spagna, Francia, Isole Britanniche, Svezia meridionale, buona parte dell’Europa orientale fino all’Asia occidentale; a sud va dall’Italia alla penisola balcanica, alla Persia. Nelle regioni mediterranee è comune nelle pianure fluviali. Nel centro Europa è diffuso ovunque, dalla costa fino ad altitudini di 1000 m, ma è più frequente a basse quote. Il rovo bluastro è una pianta di ambienti discretamente luminosi e radica in profondità. È straordinariamente robusto e in condizioni favorevoli forma estesi consorzi. Sui campi a suolo umido può costituire una fastidiosa infestante, difficile da estirpare poiché tende a espandersi grazie ai getti sotterranei. Esso costituisce però un segno indicatore che tale ambiente non si presta bene alle attività agricole. L’associazione a rovo si insedia al margine delle foreste planiziali e nei consorzi ad alte erbe lungo i corsi d’acqua. Al rovo si associano frequentemente salici, pioppi, il viburno palle di neve, il luppolo e l’ortica. Il rovo vive in qualità di epifita su alberi, soprattutto salici capitozzati. Sebbene il rovo sia piuttosto polimorfo e anche la pelosità possa variare notevolmente, esso rappresenta, assieme al lampone, uno dei Rubus più facilmente distinguibili.
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