La Boschina di Crenna
Percorso botanico
Il gruppo di lavoro del progetto Boschina ha individuato un percorso botanico all'interno di questa area verde a due passi da Gallarate.

Il percorso ha inizio sul Viale dei Tigli, nei pressi della sede del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci". Si sale sulla destra verso Crenna seguendo strade urbane verso la località Boschina per proseguire poi su strade sterrate. Ventiquattro specie botaniche interessanti sono state individuate sul territorio ed evidenziate sulla mappa...
#17 Robinia
Robinia pseudoacacia L.
False Acacia
La robinia è una pianta longeva ad accrescimento rapido che può raggiungere i 20-25 metri di altezza. I suoi rami sono un po’ tortuosi e costituiscono una bella chioma ricca di foglie, ma, proprio per questo, sono scadenti come legname. Il tronco si fessura irregolarmente e spesso si presenta scanalato; la sua corteccia è grigio-brunastra, profondamente corrugata e screpolata.
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Le foglie della robinia spuntano piuttosto tardi, raramente prima dell’inizio di maggio. Sono caduche, lunghe 10-25 cm, composte, imparipennate, ognuna con 6-7 paia di foglioline (lunghe 2-5 cm) più quella apicale. Sono ovali, con margine intero e arrotondate alla base e all’apice, di colore verde-grigio sulla pagina superiore, verde pallido su quella inferiore. Diven-tano gialle in ottobre: prima cadono le foglioline poi il picciolo comune.
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I fiori sono bianchi, riuniti in infiorescenze pendule, profumati e melliferi. Il calice è campanulato e verde. La corolla è di tipo papilionaceo, formata cioè da cinque pezzi: uno in alto, detto vessillo, due laterali, detti ali, due basali uniti detti carena per la forma caratteristica che richiama la chiglia di una barca. Gli stami sono dieci, con i filamenti, saldati per un lungo tratto, che abbracciano il pistillo e alloggiano insieme all’interno della carena. Il pistillo ha un ovario molto allungato con al suo interno numerosi ovuli.
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Il frutto (o legume) a maturità presenta un baccello coriaceo, rosso-bruno che si apre longitudinalmente in autunno inoltrato per liberare numerosi e piccoli semi (da 4 a 10) molto duri, convessi e quasi neri. La robinia, importata nel 1600 dal nord America in Francia da Jean Robin come pianta ornamentale, è stata largamente utilizzata dall’inizio del secolo scorso per consolidare le scarpate delle ferrovie (data la grande espansione del suo apparato radicale).
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La sua comparsa in Italia risale a circa 200 anni fa. Da allora si è diffusa enormemente finché è diventata spontanea in tutto il territorio. La si trova lungo le siepi e gli argini, nei boschi misti di querce, castagni, noccioli e betulle. Tende a comportarsi come infestante e a formare boscaglie dense e spinose, povere di sottobosco erbaceo e di funghi. Nonostante la bellezza dei grappoli a fiori bianchi, essa non è da considerare tra i migliori alberi da giardino per il suo esteso apparato radicale che danneggia le altre specie. Tuttavia è usata lungo i viali, per cortine vegetali di protezione e mascheramento. Le radici vivono in simbiosi con i batteri che hanno la capacità di fissare l’azoto atmosferico. I fiori sono calmanti, antispasmodici, colagoghi, leggermente tonici e astringenti. Poiché tutta la pianta contiene sostanze tossiche, il suo impiego richiede una certa prudenza. Il legno è duro e ricco di tannini resistenti all’umidità e ciò lo rende un ottimo combustibile.
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