La Boschina di Crenna
Percorso botanico
Il gruppo di lavoro del progetto Boschina ha individuato un percorso botanico all'interno di questa area verde a due passi da Gallarate.

Il percorso ha inizio sul Viale dei Tigli, nei pressi della sede del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci". Si sale sulla destra verso Crenna seguendo strade urbane verso la località Boschina per proseguire poi su strade sterrate. Ventiquattro specie botaniche interessanti sono state individuate sul territorio ed evidenziate sulla mappa...
#12 Nocciolo
Corylus avellana L.
Hazel
Piccolo albero alto fino a 6 m, più spesso si presenta in forma arbustiva, molto ramificato sin dalla base. I rami sono eretti, ma quelli giovani sono piegati. La chioma è piuttosto irregolare con numerose fronde e il fusto è sottile e slanciato. I giovani rami recano peli corti. La corteccia è di colore marrone grigio, precocemente glabra con solcature longitudinali e chiare lenticelle sparse.
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Le foglie sono caduche, alterne e con picciolo lungo 5-15 mm provvisto di peli ghiandolari. La lamina, di forma tondeggiante, è lunga 6-12 cm e larga quasi altrettanto, con base cuoriforme e margine doppiamente seghettato. La pagina superiore è verde scuro e un poco pelosa; la pagina inferiore è più chiara. Le nervature sono evidenti. Le brattee, ovali, sono caduche.
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La pianta è monoica: i fiori sono riuniti in infiorescenze unisessuali e si sviluppano molto prima delle foglie. Gli amenti maschili, di circa 2 cm di lunghezza, sono riuniti in gruppi di 2-4 all’estremità oppure all’ascella delle foglie dei rami dell’anno precedente; si formano sin dalla tarda estate e svernano nudi. A maturità sono penduli e misurano 8-10 cm. I fiori maschili sprovvisti dell’involucro, hanno quattro stami. I fiori femminili compaiono in inverno prima delle foglie, immersi nella gemma, eccezion fatta per gli stigmi piumosi filiformi, rossi, minuscoli, ma evidenti.
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I frutti, le nocciole, sono grossi acheni globosi con involucro legnoso, solitari o a gruppi di 2-4, protetti parzialmente da un rivestimento fogliaceo e sfrangiato.
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In Italia non presenta limiti di diffusione precisi in quanto capace di svilupparsi nelle condizioni più diverse. Si insedia tanto nelle regioni sublitoranee e collinari, quanto ad altitudini maggiori partecipando alla formazione di quasi tutti i boschi misti delle Alpi e degli Appennini. S’infiltra nelle cerrete, nelle faggete, nelle abetine e, in genere, in quasi tutte le associazioni rade, spingendosi talora fino al limite superiore del bosco. È coltivato in almeno un centinaio di varietà orticole, ripartibili in due gruppi: a frutto allungato e a frutto tondo (queste ultime sono le più apprezzate per l’esportazione). Alcune varietà di nocciolo sono invece impiegate a scopo ornamentale, in quanto provviste di fogliame rosso o giallo-dorato. Il legno è usato in lavori di intarsio o in altri lavori di tipo artigianale. Con il carbone di nocciolo si fabbricano la polvere pirica e i carboncini da disegno. Dalle nocciole si estrae un olio impiegato nell’industria dei cosmetici. Vengono inoltre utilizzate nell’industria dolciaria per la produzione di torroni e di cioccolata alle nocciole. I rami flessibili sono stati sempre usati dai contadini per costruire attrezzi e le verghe, rami tagliati ogni sette anni, servivano per realizzare costruzioni in campagna. Ancora oggi numerose siepi sono formate da noccioli insieme ad altre specie spinose.
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