Percorso botanico

Il gruppo di lavoro del progetto Boschina ha individuato un percorso botanico all'interno di questa area verde a due passi da Gallarate.

Percorso botanico

Il percorso ha inizio sul Viale dei Tigli, nei pressi della sede del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci". Si sale sulla destra verso Crenna seguendo strade urbane verso la località Boschina per proseguire poi su strade sterrate. Ventiquattro specie botaniche interessanti sono state individuate sul territorio ed evidenziate sulla mappa...

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#15 Felce Aquilina

Pteridium aquilinum
Bracken

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La felce aquilina è una pianta erbacea, senza fiore, alta fino a due metri. Spesso presenta un fusto sotterraneo detto rizoma; sono ben visibili invece le fronde che possono avere una lunghezza variabile. Allo stato giovanile le fronde sono arrotolate su se stesse e divenendo adulte si distendono ed assumono un colore dal bronzeo al verde intenso.

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Le fronde delle felci possono portare sulla pagina inferiore dei piccoli involucri (sporangi) che contengono le spore, all’osservazione simili a polvere finissima, spesso di colore giallo-bruno. Quando le spore germinano in un terreno molto umido producono delle formazioni di piccole dimensioni cuoriformi detti protalli. Questi ultimi formano, dopo un certo periodo di tempo, gli apparati riproduttivi maschili e femminili, detti gametangi. Dalla fecondazione nasce di nuovo la pianta adulta. La riproduzione può avvenire anche per via vegetativa tramite rizoma.

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 Da Maggio-Giugno  ad Ottobre nella pagina inferiore delle fronde sono ben visibili i sori, insiemi di sporangi che contengono le spore, le quali cadendo nel terreno possono germinare (vedi spiegazione nella parte precedente).

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Le felci appartengono alle Pteridofite, di cui si contano sulla terra circa 10.000 specie. Si sviluppano prevalentemente in luoghi umidi e ombrosi, ma alcune specie sono adatte a luoghi aridi e soleggiati. Nella flora italiana predominano le felci decidue (che perdono le foglie), rispetto a quelle sempreverdi. La felce aquilina è una delle più diffuse e la più comune della provincia di Varese. Dal punto di vista paleontologico le numerosissime forme fossili non hanno ancora trovato una classificazione certa, dato che per poche di esse si sono scoperte gli organi riproduttivi. Per la classificazione sistematica vengono analizzati alcuni caratteri, quali: tipo di nervature, forma della fronda e dei suoi lobi e modalità di inserimento sull’asse principale. Le felci hanno avuto una grande importanza in alcuni periodi geologici, a partire dal Devoniano (400-350 milioni di anni fa), contribuendo alla formazione di grandi masse di sedimenti organici che hanno dato origine ai carboni fossili.

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