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[…] Con l’accrescersi delle conoscenze sulle cellule e sui loro componenti (in primo luogo il nucleo), il concetto di «teoria cellulare» subì un graduale slittamento di significato. La teoria di Schleiden sortì l’effetto immediato di stimolare una ricerca quasi parossistica sulla divisione cellulare negli animali e nei vegetali. Nel 1852 Robert Remak (1815-65) dimostrò che l’uovo di rana è una cellula e che nel corso dello sviluppo dell’embrione di rana ha luogo la formazione di cellule nuove per divisione di quelle preesistenti. Egli respinse fermamente la teoria della libera formazione delle cellule, in accordo con RUDOLF VIRCHOW (figura 1), che dimostrò come in molti tessuti, animali e umani, normali e patologici, ogni cellula si originasse per divisione di una cellula preesistente.

Fig. 1
Fig. 2

Virchow stabilì «quale principio generale, che nessun genere di sviluppo inizia de novo e che, di conseguenza, si deve respingere la teoria della generazione spontanea nel ricostruire la storia dello sviluppo delle singole parti di un organismo, così come la respingiamo per l’organismo nella sua interezza» (Virchow, 1858, p. 54).

[…] Col tempo, il famoso aforisma di Virchow (1855) «Omnis cellula e cellula» - ogni cellula da una cellula preesistente - fu universalmente accettato, anche se i dettagli del processo di divisione cellulare, e in particolare quelli della divisione del nucleo, a quel tempo non furono compresi. (da Ernst Mayr, Storia del pensiero biologico, Bollati Boringhieri, Torino 1999)

 
     
 
 
 
 
 
 

La teoria cellulare, in definitiva, si può riassumere nei seguenti tre punti fondamentali:

  1. tutti gli organismi viventi sono costituiti da una o più cellule;
  2. la cellula è la più piccola unità di materia vivente in cui è organizzato un organismo;
  3. tutte le cellule derivano da altre cellule preesistenti.
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