La Boschina di Crenna
Percorso botanico
Il gruppo di lavoro del progetto Boschina ha individuato un percorso botanico all'interno di questa area verde a due passi da Gallarate.

Il percorso ha inizio sul Viale dei Tigli, nei pressi della sede del Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci". Si sale sulla destra verso Crenna seguendo strade urbane verso la località Boschina per proseguire poi su strade sterrate. Ventiquattro specie botaniche interessanti sono state individuate sul territorio ed evidenziate sulla mappa...
#10 Berretta del Prete
Euonymus europaeus L.
Spindle tree
La berretta del prete o fusaggine si presenta normalmente come arbusto o talvolta come alberello caducifoglio eretto, alto 1-5 m con corteccia grigio-verdastra. I rami più giovani sono a sezione quadrangolare o con rilievi longitudinali, spesso con espansioni di sughero, glabri, prima verdi poi grigio-bruni o bruno-rossastri. I rami laterali sono disposti quasi ad angolo retto.
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Le foglie sono opposte, con picciolo di 5-8 mm, sono appuntite all’apice e arrotondate alla base; sono lunghe 4-7 cm circa e larghe 1-3 cm, glabre su entrambe le facce. La parte superiore è di colore verde scuro mentre quella inferiore è più chiara; il margine è lievemente seghettato in modo regolare.
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I fiori sono ermafroditi, raramente anche unisessuali, sono divisi in quattro parti, riuniti in gruppi di 2-9 fiori che si sviluppano contemporaneamente alle foglie. I fiori hanno un peduncolo di 5-8 mm, i sepali di 1 mm, verdi e poco evidenti, i petali di forma allungata-lineare, lunghi 3-5 mm, di colore bianco-giallastro. Gli stami sono più corti della corolla. Periodo di fioritura: maggio-giugno.
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Il frutto è una capsula pendula, formata da quattro lobi di colore rosso o rosa, lucida, con un diametro di 10-15 mm e contiene quattro semi arancioni.
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La berretta del prete è diffusa in Europa, dalla Spagna centrale al Volga, Asia minore, Caucaso. Manca nella parte meridionale della Spagna, in gran parte della Scandinavia, in Scozia e nella Russia settentrionale. Nel centro Europa è molto diffusa dalle pianure fino a 1200 m. Cresce sia nei boschi igrofili e in ambienti umidi, sia nelle regioni ad estate molto secca. I fiori sono impollinati da insetti, soprattutto mosche, che raccolgono il nettare prodotto in gran quantità. La disseminazione avviene per opera di merli, tordi, pettirossi e altri uccelli, attratti dai frutti sgargianti. Dopo l’emissione delle foglie essa viene attaccata da una tignola (parassita), le cui larve avvolgono tutta la pianta con una fitta ragnatela; per questo motivo molto spesso la pianta perde le foglie che non vengono più rigenerate. Anche il pidocchio nero la colpisce tanto che i suoi rami risultano di colore nero. È una pianta velenosa: i semi, le foglie e la corteccia contengono una sostanza che provoca convulsioni e diarrea. L’ingestione di circa 35 frutti può portare alla morte. Nell’antichità il suo legno veniva usato per fare i fusi. Questa pianta viene utilizzata nei giardini per scopo ornamentale. Emana un odore sgradevole se ammaccata e i frutti, emetici, venivano usati come purganti drastici. Le foglie e i semi, sempre nell’antichità, venivano ridotti in polvere e spruzzati sulla pelle dei bambini e degli animali per scacciare i pidocchi.
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